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ROMA ORE 11 - Teatro Careni Pieve di Soligo

Siamo lieti di invitarvi :

MARTEDì 13 APRILE ore 20.45 - Teatro Careni di Pieve di Soligo TV

ROMA ORE 11

Lo spettacolo è tratto dall'omonimo testo di Elio Petri, punto d'arrivo dell'indagine condotta dall'allora giovanissimo giornalista e futuro regista, su suggestione di Cesare Zavattini, per quello che poi sarebbe stato il film di Giuseppe De Santis maggiormente osteggiato dall'autorità politica, Roma ore 11. La genesi fu un fatto di cronaca avvenuto a Roma la mattina del 15 gennaio del 1951: il crollo di una scala in una palazzina di via Savoia 31. Furono piuttosto le circostanze ad attrarre l'attenzione di De Santis: il fatto che in quella via, a quell'ora e su quella scala, si trovavano più di duecento giovani donne accorse per un annuncio di lavoro che così recitava: Signorina giovane intelligente volenterosissima attiva conoscenza dattilografia miti pretese per primo impiego cercasi. Più che un'indagine sul fatto in sé Petri realizzò un affresco della vita delle ragazze italiane negli anni cinquanta e della Roma di allora arrivando ad analizzare ciò che, secondo De Santis, aveva posto in relazione tante vite diverse: il bisogno. Bisogno morale, materiale, psicologico. Non quindi solo una denuncia della condizione della donna nel lavoro, ma una scoperta e una più generale presa di coscienza della sua condizione sociale e psicologica.

Lo spettacolo per le quattro interpreti (Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti e Mariàngeles Torres) rappresenta il primo esperimento di un'unione nata dal desiderio di confrontarsi con una dimensione creativa e una sperimentazione tecnica più libera. Da qui la scelta di curare collettivamente anche la regia. Lo spettacolo però fin dai primissimi momenti non convince. Il sipario è gia aperto e svela che la scena sarà, per tutta la durata della rappresentazione, l’evocazione di un modesto terrazzo romano sintetizzato da alcune lenzuola bianche stese. Le attrici arrivano in platea, a luci ancora accese, vestite con abiti moderni e iniziano a leggere gli annunci di lavoro dei giorni nostri da un giornale spiegazzato che tengono tutte e quattro in mano e sottolineano l’assurdità dei requisiti richiesti. L’aver immerso il tono dello spettacolo in una dimensione attuale e vera, costringe le quattro registe a cominciare la rappresentazione con la proiezione di un cinegiornale dell’Istituto Luce che narra il fatto di via Savoia 31. Ecco svelata una delle funzioni di quei lenzuoli “purtroppo non poveri”: essere lo schermo di questo video. Il filo narrativo dello spettacolo è il risultato di un lavoro di selezione e montaggio del testo di partenza. Le attrici assumono di volta in volta il ruolo delle ragazze intervistate e del giornalista, cioè il giovane Elio Petri. La loro attenzione si focalizza principalmente sul resoconto delle singole ragazze e non sul contesto, tanto curato dalla penna di Petri. Quel contesto che rendeva le immagini di Roma nei film degli anni cinquanta affascinanti, suggestive e irraggiungibili non come le fredde riprese di notiziari dell’epoca che scandiscono lo spettacolo altre due volte.

Nel lavoro di adattamento e interpretazione del testo le attrici ripiegano spesso sulla caricatura dello stereotipo delle donne di allora strizzando l’occhio alle parodie televisive di oggi. Anche i momenti musicali in cui le attrici/registe rievocano canzoni dell’epoca come il “Cha cha cha della segretaria” sono perfette dal punto di vista esecutivo, ma non restituiscono, bensì falsano, il sapore di quegli anni. Più che soffermarsi su un abito, un oggetto, un colore, un suono e su tutto ciò che rende il testo di Petri poetico e vero le attrici strumentalizzano i momenti che maggiormente si prestano ad una facile riscrittura teatrale. Ed è in questo procedimento che emerge la discrepanza tra la loro attitudine attoriale e registica. Lo spettacolo appare ritagliato sulla sagoma della loro bravura che non è il “punto di arrivo” di un lavoro sul testo. Abbiamo piuttosto la percezione che l’opera di Petri sia stata concepita dalle interpreti  come un “punto di partenza” da abbandonare e dimenticare non appena sia stata varcata la soglia del palcoscenico.

A chiudere la rappresentazione la voce di una anziana signora, che è stata giovane in quella scala di via Savoia 31, che racconta l’ esperienza di quel giorno, della sua preoccupazione più per il cappotto rosso, appena comprato a rate, che per le ferite del corpo. Solo qui ritroviamo lontanamente il sapore delle interviste di Petri.

Per concludere, non ce la sentiamo di identificarci con le considerazioni con cui Paola Pegoraro Petri apriva l'edizione del 2004 del testo di Petri, con la convinzione che "gli attori di questo millennio non potrebbero mai restituire quella verità nell'opulenta società odierna". Ci piacerebbe piuttosto pensare che potremmo ancora assistere ad un autentico sforzo creativo, spirituale e umano e magari ad un po' di umiltà artistica.

 

Solo D'Attore

Sabato 6

ANITA

TEATRO D'ATTORE

di e con Paola Perin

(Collettivo di Ricerca Teatrale)

Ho conosciuto la vera storia di Ana Maria De Jesus Ribeiro nel dicembre del 2000, quando siamo arrivati a Laguna, sua città natale, nella prima tournée in Brasile del Collettivo di Ricerca Teatrale.
Mi sono “innamorata” di questa donna forte, coraggiosa, leale, appassionata. Ho deciso di raccontare la sua storia: l'infanzia, la giovinezza, i sogni, le delusioni, fino all’incredibile incontro con l’Eroe dei due Mondi che la renderà famosa col nome di Anita Garibaldi.
[scheda]

Sabato 13

LA DOTE DELLA SPOSA

TEATRO DI NARRAZIONE

di e con Eva Rossella Biolo

(Manonuda Teatro)

Un viaggio. Da un terrazzo all’orizzonte.

Dieci, venti, trenta strade per percorrere lo spazio che divide quei due punti.

Dieci, cento, mille parole che s’intrecciano per descrivere luoghi e personaggi che s’incontrano.

Storie di donne che partono, che nel silenzio camminano, che guardano fuori da un finestrino di una macchina in corsa, che disegnano.

Donne che sognano l’orizzonte o che raccontano storie… “sotto un lampione vecchio stile: uno di quei lampioni che se c’è vento dondola e fa ballare l’ombra dei ricordi sul muro.”
[scheda]


Sabato 20

L'ASCENSORISTA

TEATRO DANZA

di e con Alberto Cacopardi

(ManonudaTeatro)
All’inizio il corpo è nudo.
Poco alla volta incontra tre abiti diversi: tre mondi, uniti dalla stessa preziosa energia vitale.
I personaggi trovano o portano con se oggetti carichi di storia o forse semplicemente cose da scoprire. La danza a momenti racconta, altre volte si fa semplicemente gioco, stupore, meraviglia.
E' poesia del corpo che non si può spiegare se non con altra poesia, fatta di parole, danza e canto.

[scheda]

Sabato 27

SEMMELWEIS

TEATRO D'ATTORE

di e con Carlo De Poi

(Collettivo Ricerca Teatrale)

In scena solo due sedie. Due come la nascita e la morte: i due momenti del parto con cui il Dottor Filippo Ignazio Semmelweis ha lottato.

Due come i padiglioni delle cliniche ostetriche dell'Ospedale Generale di Vienna dove ha operato e dove ha realizzato la sua straordinaria scoperta.

Due come i lati della sua personalità; quello entusiasta, generoso, altruista, della gioventù e quello ossessionato dalla ricerca della verità, introversa, aggressiva, che esploderà assieme alla follia nella maturità e nella precoce vecchiaia.

Due come le possibili strade che ognuno di noi si trova spesso a scegliere ai bivi della vita...

Fra le due sedie il narratore si muove nel labirinto della memoria percorrendo le tappe significative di una vita inquietante e terribile.

[scheda]


CORPI

seminario di teatro danza

condotto da Alberto Cacopardi

19 – 20 – 21 - 22 marzo 2010

“Danzare la natura. La musica ci induce un movimento. E la natura a che danza ci porta?

Eppure danzare è molto naturale…

Siamo fatti da carne, acqua, ossa, pelle, capelli ma anche da ruscelli, foglie, sassi, terra, formiche. Quindi siamo leggeri come l’aria, decisi come la roccia, felici come un fiore che sboccia, arrabbiati come il fuoco, trasparenti come l’acqua, rapidi come l’insetto….”



Il metodo nasce dalla contaminazione di diverse tecniche di danza contemporanea e di teatro:

elementi di Yoga e arti marziali, lavoro sul respiro alla ricerca del rilassamento profondo, scoperta degli elementi e degli stati energetici, ricerca dello stato animale e vegetale, tecniche e analisi di improvvisazione corale, danza contact.



Obiettivi sono aumentare la consapevolezza del proprio corpo e delle sue diverse possibilità di movimento ed espressione; esplorare un modo di esprimere ed esternare, in modo creativo, il mondo interiore in relazione allo spazio e al gruppo.

IL SEMINARIO E' APERTO A TUTTI

Info:

Consulta Associazionismo Culturale Vittoriese tel 0438 555274 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.parcofenderl.it

Collettivo di Ricerca Teatrale tel e fax 0438 555335

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. – http: www.collettivoricercateatrale.it

Ultimo aggiornamento (Sabato 06 Marzo 2010 19:34)

 
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