Il Racconto del Parco

anno:
2012

Atto unico di e con:
Carlo De Poi

 

 

 

 

 

 

 

 

...Si signore e signori, si gentile pubblico, questa sera, per la prima volta in questa pubblica piazza... avrete il privilegio, l'onore, nonché il piacere di conoscere la pura, vera verità su questa incredibile, esemplare, straordinaria storia...”

Inizia così il racconto del surreale personaggio protagonista della rappresentazione teatrale, che si è auto assunto il ruolo di guardiano della memoria; di una memoria che a volte si mescola con il sogno e col desiderio, rimanendo però sempre permeata di ironia. Il Guardiano del Parco racconta, in modo fiabesco e poetico, la straordinaria esperienza di un gruppo di Associazioni di Vittorio Veneto che agli inizi degli anni '90 del secolo scorso, dopo la chiusura di tutti i cinema e i teatri, danno il via al progetto per il recupero ad uso Socio Culturale di uno splendido polmone verde di 11 ettari in pieno Centro Città: l'Area Fenderl.Ma racconta anche di Ettore Fenderl, ultimo proprietario dell'omonima Area, altrettanto straordinario personaggio triestino, ingegnere, progettista, ricercatore, inventore tra l'altro dei coriandoli; la sua creazione forse più effimera ma in grado di far sognare e divertire il mondo intero.
Mentre racconta il nostro Guardiano spesso “si perde” nei meandri della memoria, e, forse inconsapevolmente, narra di una generazione, quella nata nel II dopoguerra, che si è trovata a passare dal mondo contadino al mondo industriale, “dai carri nei campi agli aereo nel cielo”; di un gruppo di persone, che ha ideato e progettato uno spazio/tempo, in cui tentare di ritrovare il piacere di sognare, progettare e lottare insieme per un modo diverso di vivere e relazionarsi, di costruire insieme “l'isola che non c'è”.

IL PROGETTO FENDERL

Tra il 1992 e il 1993 a Vittorio Veneto chiudono tutti i cinema e i tutti i teatri (ad esclusione del “Varietà”, cinema a “Luci Rosse”). La nostra Città si trova così priva di ogni spazio per manifestazioni e spettacoli; segno evidente di un degrado socio-culturale, cominciato da alcuni anni, contro il quale le Associazioni aderenti alla Consulta Culturale Vittoriese decidono di lottare.Grazie alla loro azione nasce il Comitato per uno “Spazio Teatro per il 2000” che in pochi mesi raccoglie oltre 3.000 firme.Il 25 aprile 1993 due cortei confluiscono in Piazza del Popolo dove una grande e coloratissima manifestazione chiede a gran voce all'Amministrazione Comunale di realizzare il Centro Culturale.Quel giorno nasce il Progetto Fenderl: ovvero il progetto di recupero dell'Area Fenderl, uno spazio verde di 11 ha in pieno Centro Città.Nei mesi successivi alle Associazioni Culturali si uniranno le Associazioni di Volontariato Sociale: il Progetto si amplierà ed articolerà, prevedendo anche la realizzazione di spazi per attività sociali, ricreative e sportive.Il Comune recepirà il Progetto: negli anni successivi acquisterà l'Area dalla Fondazione Fenderl e darà il via alla attuazione dei lavori.
Ad oggi malgrado il Progetto sia stato realizzato solo in parte e siano nati vari problemi con il Coordinamento Sociale e l'Amministrazione Comunale, il Centro Parco Fenderl è una straordinaria realtà di integrazione socio-culturale in cui vengono realizzati oltre700 incontri, con circa 40.000 presenze, ogni anno.

Ettore Fenderl
12 febbraio 1862 – 23 novembre 1966

Molto sarebbe da raccontare di Ettore Fenderl, ingegnere, inventore, progettista di opere importanti, pioniere negli studi sulla radioattività, imprenditore, benefattore...Fu una lunga vita la sua - 104 anni - di geniale ricercatore, ma anche di uomo solo, con l'unico figlio Flavio malato mentale e ricoverato per molti anni in una clinica psichiatrica.
Ci piace ricordarlo soprattutto come nostro concittadino dal 1943, quando si trasferì a Vittorio Veneto, nella sua “tana”: l'Area Fenderl, dove, nel 1950, istituì la “Fondazione Flavio ed Ettore Fenderl” con lo scopo di “salvare malati poveri cui sia stata diagnosticata prossima la morte per difetto di particolari farmaci o di particolari terapie o di particolare assistenza”.

Scheda tecnica

Si tratta di un racconto, quindi è adattabile anche in spazi particolari all'aperto come cortili, loggiati, od altro.Spazio scenico minimo: mt 4 x 3 protetto da rumoriLuci: potenza minima 3 KwLa compagnia è autonoma per quanto riguarda luci e eventuale amplificazione
E' possibile visionare lo spettacolo su you tube digitando “Il racconto del Parco”.